Università e Web 2.0: sfide istituzionali
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L'irruzione di Internet in Web 2.0 nelle università non modifica solo i modelli di apprendimento, ma anche i modelli organizzativi, suscitando grossi timori tra i dirigenti di queste istituzioni. I docenti, i ricercatori e gli studenti utilizzano già da alcuni anni strumenti di software sociali, ma solo di rado tali esperienze hanno consentito il passaggio dal livello individuale a quello istituzionale.
Una strategia adeguata è necessaria per lo sviluppo delle promesse e del potenziale del Web 2.0 nelle università, che deve superare i freni e i timori diffusi in queste istituzioni, probabili cause del mancato adattamento. Tra i fattori frenanti messi in evidenza in questo articolo figurano: a) il rifiuto da parte degli utenti, del personale e degli studenti b) l'assenza di un sistema d'incentivi c) la disponibilità di tecnologie anteriori al Web 2.0 e d) la cultura di avversione nei confronti dell'innovazione e dello spirito d'impresa manifestata, a volte, dagli atenei.
L'adozione di un approccio dell'apprendimento basato sul Web 2.0 nelle università è un processo complesso che deve superare grosse barriere tecnologiche, manageriali e umane. Per tali motivi, l'elaborazione di una serie di obiettivi e di una strategia accettata ed incoraggiata dai dirigenti, in particolare i responsabili della gestione delle conoscenze, è assolutamente necessaria. Questa prima fase richiede, in molti casi, cambiamenti culturali radicali da parte di persone abituate a lavorare e a prendere decisioni in un contesto diverso. L'introduzione di un approccio dell'apprendimento basato sul Web 2.0 nelle università deve passare per una strategia di adattamento, che può essere elaborata integrando le esperienze precedenti di organizzazioni attive nei settori dell'educazione, della ricerca e delle aziende.
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